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Bull Basket e questione Don Milani: lo sfogo di Di Maria

La preparazione prestagionale della società latinense ha vissuto diversi disagi. L'intervento del presidente Di Maria sul problema degli impianti.

 

Nel pomeriggio di ieri, sabato 8 ottobre, la Bull Basket Latina ha diramato un comunicato stampa contenente il duro sfogo del suo presidente, Massimiliano Di Maria, all'indirizzo dell'amministrazione comunale. La società pontina esordirà nel campionato di Serie B il 22 ottobre sul parquet della Stella Azzurra Roma Nord. La prima in casa invece, è in programma esattamente una settimana dopo. Il calendario della FIP Lazio indica il campo di gioco della Don Milani come quello designato per l'incontro. Fino a questo momento, però, la Bull Basket non ha potuto usufruire della struttura durante il precampionato. L'impianto della scuola media tornerà presto a disposizione della società ma Di Maria ritiene inaccettabili le modalità attraverso le quali la palestra verrà condivisa.

Riportiamo qui, in forma integrale, le dichiarazioni di Di Maria.

«L'unica palestra comunale, oltre il palazzetto dello sport, omologata per il campionato che ci accingiamo a disputare è il campo della scuola "Don Milani", che a seguito delle vicissitudini che tutti conosciamo, dovute ad un capriccio del precedente dirigente scolastico, è stata bloccata fino allo scorso consiglio di istituto del 27 settembre. Per noi, però, la palestra è ancora inaccessibile. Così, dall'inizio della preparazione atletica (ovvero dal 24 agosto) ci siamo 'accomodati' tra il campo Coni e alcune strutture sportive di altre città come Sabaudia, Sezze, Anzio ed Aprilia, che abbiamo dovuto "elemosinare" ai nostri amici-colleghi delle altre associazioni. Per chi fosse poco pratico, le fasi iniziali di una stagione sportiva sono le più importanti e le più dispendiose anche a livello economico.

Ho provato più volte a comunicare con le varie cariche del Comune, già da luglio, capendo le difficoltà a cui si andava incontro, ma niente... Ho inviato una mail alla segreteria del sindaco chiedendo di incontrare a breve il primo cittadino Coletta, ma niente, nessuna risposta. Credo, e si potrebbero interpellare i vari dipendenti di Piazza del Popolo, sempre gentili e garbati ma poco avvezzi a questo nuovo impegno che li ha investiti, che il nostro atteggiamento paziente e collaborativo sia stato eccezionale nei confronti di un nuovo modo di organizzare e gestire gli spazi sportivi della città, ma a tutto c'è un limite.

Ci è stato promesso che in settimana sarebbero state emesse le autorizzazioni per entrare alla Don Milani ma ora veniamo a conoscenza che sarebbe stata fatta una griglia con la suddivisione degli orari del tutto impari e soprattutto poco inerente riguardo il regolamento specifico del quale si è parlato abbondantemente negli scorsi consigli comunali. Ci dovremmo trovare, così, a condividere la palestra con altre associazioni che praticano sport solo a livello giovanile e che contano pochi tesserati attivi, e le già poche ore a disposizione ci vengono ulteriormente decurtate proprio a favore di quest'ultime. Tutto ciò penalizza notevolmente la nostra società, che oltre alla serie B è iscritta ad altri cinque campionati, under 20, 18, 16, 14 e 13. Oltretutto veniamo a sapere che proprio una di queste associazioni si è proposta per sistemare a proprie spese l'impianto elettrico del PalaCeci e che a seguito di non si sa quale accordo con il Comune, e sempre con gli stessi atleti usufruirà di una bella porzione di orari disponibili nella struttura adiacente lo stadio.

Quando questa giunta si presentò alle elezioni non sbandierava un ripristino della legalità? Non sbandierava degli investimenti sullo sport e i giovani? Non sbandierava di ascoltare il cittadino? Di sicuro oggi avrete un bel da fare con tutte le beghe del palazzo, ma io sono un cittadino, i miei dirigenti sono cittadini, il mio staff è composto da cittadini, le mie ragazze sono cittadine e lo stesso i loro genitori. Mi farebbe piacere rendere noto a chi gestisce questa amministrazione comunale che non esiste solo il Latina Calcio o la Top Volley (gloriose bandiere pontine) ma ci sono società come la nostra che da anni portano in giro per l'Italia il nome di Latina e lo fanno in maniera silenziosa ed orgogliosa. Sappiate cari amministratori comunali che tra un po' non sarà più così.»

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