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Focus sulla Latina Basket 2016-17: quintetto e panchina, esterni e lunghi

Com'è composta la nuova Latina Basket? Un'analisi del roster pontino fra quintetto e panchina, settore esterni e reparto lunghi. Domani, la seconda parte con un focus giocatore per giocatore.

 

Anche quest'anno il campionato di Serie A2 sarà estremamente equilibrato. Eccetto due o tre squadre top, le differenze sulla carta nel Girone Ovest appaiono assai sfumate: dalla lotta play-off a quella per non retrocedere il passo rischierà d'essere - ancora una volta - brevissimo. La Latina Basket ai nastri di partenza in questo girone è una squadra giovanissima, non molto profonda, con diverse incognite ma anche piuttosto intrigante. L'obiettivo principale non potrà che essere quello della salvezza.

Confermato Franco Gramenzi con un contratto biennale, l'estate ha portato qualche colpo di livello ma anche due discrete delusioni, ovvero gli addii di Riccardo Tavernelli e di Francesco Ihedioha, due volti familiari per i tifosi pontini e che la società puntava a rinnovare. Le due partenze hanno costretto la Benacquista a ridisegnare il piano di costruzione della nuova squadra. Ne è risultato un team dal quintetto di partenza piuttosto ben assortito per caratteristiche tecniche, dove spiccano i nomi di due italiani d'alto profilo per la categoria - Poletti e Rullo - destinati a incarnare, insieme al neo-capitano Uglietti, un ruolo di leadership importantissimo in un gruppo poco smaliziato (l'età media dei primi nove in rotazione è di appena 22.9 anni). Entrambi gli statunitensi - DeShields e Arledge - sono alla prima esperienza in Italia: la loro crescita e capacità di adattamento saranno cruciali per i destini della squadra.

La panchina è una scommessa in piena regola. Andrea Pastore è l'elemento più rodato e quindi chiamato a ricoprire più minuti e responsabilità fintanto che Rullo non sarà completamente abile e arruolabile. Mascolo, Mathlouthi e Allodi: giocatori con età, potenziale e livello d'esperienza diversi, ma tutti e tre dovranno dimostrare di sapersi calare nei meccanismi di coach Gramenzi.

Il settore esterni è formato innanzitutto dal trio DeShields-Rullo-Uglietti. Dei tre, nessuno è etichettabile come "specialista" ma sono tutti dotati di una buona vena realizzativa (il nativo di Baltimora in primis) e capaci di colpire dal perimetro con percentuali affidabili. L'aspetto più importante, però, risiederà nelle capacità di trattamento del pallone e di visione di gioco degli esterni nerazzurri - confermate da parte dei due italiani, da verificare presso l'americano. Gramenzi sta cercando di plasmare una squadra con capacità di lettura ben distribuite fra i suoi elementi e che vada in transizione il più possibile: rapidità d'esecuzione e limitazione delle palle perse non sono cose semplici da coniugare, specialmente a breve termine, ma qui sono la chiave di tutto.

Il reparto lunghi ha ottime possibilità di rappresentare un passo in avanti rispetto alla scorsa stagione. Contrariamente al terzetto Mosley-Ihedioha-Tagliabue, quello formato da Poletti, Arledge e Allodi è composto interamente da elementi di buona stazza fisica, più facilmente intercambiabili negli spot 4 e 5, piuttosto pericolosi fuori dal pitturato (anche dal perimetro) e non battezzabili dalla linea del tiro libero. I lunghi della scorsa stagione avevano messo insieme un misero 53% (97/183) a cronometro fermo mentre i tre neo-acquisti hanno tirato complessivamente con un ottimo 74.2% (173/233) nelle squadre in cui hanno militato nel 2015/16. Certo, nessuno dei tre nuovi arrivati ha qualità di dominatore d'area paragonabili in tutto e per tutto a quelle di Mosley (vero elemento d'élite in A2 da questo punto di vista), ma la tenuta fisica dell'americano ha sempre rappresentato una complicazione non trascurabile.

Riassumendo, siamo in presenza di una squadra molto giovane e rinnovata rispetto alla scorsa stagione: ci vorrà del tempo prima di raggiungere un certo livello di precisione d'esecuzione degli schemi, d'intesa fra compagni. L'assenza prolungata di Rullo, inoltre, certamente non ha aiutato. L'inizio della stagione appare impervio, con tre trasferte nelle prime quattro giornate: i nerazzurri dovranno stringere i denti ed essere pronti a tutto.

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