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La Latina Basket è un po' come l'idraulico della Zucchetti

Se cercate un’immagine rappresentativa di questa Latina Basket, vi suggeriamo quella dell’idraulico nel celeberrimo vecchio spot della Zucchetti. Perché? È presto detto.

Dall’inizio di questo campionato, abbiamo sottolineato varie volte i problemi a rimbalzo dei nerazzurri, spesso pesantemente sotto nel conto delle carambole (tranne che a Scafati). Il conto complessivo dell’ultimo match recita, stavolta, un onorevole 32-29 per gli avversari. Qualche giorno fa, vi abbiamo parlato delle pessime percentuali nel tiro da tre: domenica, però, i pontini hanno sfoderato un eccellente 11/24 (45.8%). Cos’è andato storto stavolta? La difesa e l’attacco in prossimità del canestro. Biella ha dominato nel pitturato, in entrambi i lati del campo. Senza se e senza ma: 42 punti piemontesi (frutto d’un devastante 21/29) contro i 28 dei latinensi (14/25). A questi, aggiungete anche un 11-8 nel conto dei liberi conquistati con azioni in area.

Insomma, ognuna delle sconfitte patite fin qui ha avuto un tema diverso. Per ogni pezza messa, una nuova falla che si apre. C’è acqua che sgorga forte, e via con un bel rubinetto. Altra falla, altro rubinetto. Poi un’altra. E un’altra ancora.

Eppure, l’inizio di partita era stato promettente dal punto di vista della presenza in area. Biella passa quasi tutto il primo quarto nell’imbeccare ossessivamente Amedeo Tessitori. Il centro, però, è tutt’altro che brillante: 2/6 nell’area latinense riuscendo a battere Mitchell Poletti in una sola occasione (l’altro canestro arriva sfruttando un mismatch con Rullo). Latina invece, nel frattempo, va alla grande sia con azioni in velocità degli esterni che col gioco spalle a canestro del suo lungo americano (3/4 al tiro, pur sbagliandone uno facilissimo). Ben presto, però, da delizia, Arledge si rivela solo e soltanto croce per la sua squadra. Commessi rapidamente due falli, coach Gramenzi decide di rischiare lasciandolo in campo. Mal gliene incoglie: in chiusura di periodo, Jon spende un terzo, evitabilissimo fallo. Sostituzione obbligatoria e incontro che cambia completamente volto.

Ora che l’acqua sgorga potente, chi metterà il rubinetto? Ci prova Giotto Mathlouthi, più che dignitoso nel contrastare Mike Hall ma senza armi per attaccare il pitturato avversario. Ci prova, invano, Giovanni Allodi, contenuto abbastanza facilmente dalla difesa biellese (stoppato due volte). Gli ospiti nel frattempo colpiscono a piacimento, sia con azioni esplosive di Mattia Udom che con il gioco spalle a canestro di un Tessitori rivitalizzato. Biella, dal 4/8 in area del primo quarto, passa al 6/6 del secondo.

Nei secondi due quarti, l’area biellese diventa terra sconosciuta per i nerazzurri, i quali passano dal 12/17 della prima metà di partita al 2/8 della seconda. Gramenzi prova il tutto per tutto schierando quintetti che vanno dal piccolo al nano (persino uno con Mascolo, DeShields e Pastore esterni e Uglietti da 4). Latina guadagna qualcosa in intensità ma viene sovrastata fisicamente e atleticamente, in buona parte grazie ad un Udom estremamente reattivo nel leggere e punire le smagliature della difesa pontina (9/9 da due nella sua partita!). Quando Gramenzi prova a rialzare il quintetto con la coppia Arledge-Allodi in chiusura di terzo quarto, è ormai tardi: l’americano è completamente fuori giri e commette grossi errori in entrambe le metà campo. A ciò aggiungete un Poletti ancora una volta fra i migliori in campo ma così sfibrato dall’extrasforzo profuso da mangiarsi ben tre tiri solitamente facilissimi per lui.

La falla aperta dalla situazione-falli di Arledge s’è fatta voragine, dimostrando quanto l’americano sia cruciale per gli equilibri di questa squadra e molto difficilmente sostituibile. Mathlouthi e Allodi possono far rifiatare i titolari ma non rimpiazzarli in tutto e per tutto.

Non ci resta che sperare che la Latina Basket trovi lo stesso lieto fine di quello spot anni '80, con tutti i rubinetti piazzati e nemmeno una goccia d'acqua che sgorga dai muri.

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