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Accadde domani, 5 settembre: i terroristi di Settembre Nero e il massacro di Monaco

L'immagine simbolo dei terroristi palestinesi a Monaco 72 L'immagine simbolo dei terroristi palestinesi a Monaco 72

Tutto il mondo scopre il lutto, la tragedia, la morte nello sport. È il 5 settembre del 1972. A Monaco di Baviera si disputano le XX Olimpiadi, i giochi che nell’antica Grecia fermavano guerre e battaglie. Troppo importanti erano le gare in cui mettersi in mostra. Ma nel civilissimo Ventesimo secolo ecco consumarsi la tragedia. Nel villaggio olimpico un commando di terroristi palestinesi –Settembre Nero- irrompe, sequestra e uccide due componenti della squadra olimpica israeliana, prendendone in ostaggio altri nove. Il tentativo di liberazione da parte delle forze dell'ordine tedesche finisce in un bagno di sangue: tutti gli atleti sequestrati, cinque fedayyin del commando e un poliziotto tedesco resteranno uccisi.

Il pretesto per un'azione terroristica fu fornito dalla lettura della notizia, riportata da un giornale arabo, secondo cui il Comitato Olimpico non degnò di risposta la richiesta da parte della Federazione della Palestina di poter partecipare con una propria delegazione ai giochi olimpici di Monaco. Il commento di Abu Mohammed, dirigente del gruppo di Settembre Nero, fu: "Se non ci permettono di partecipare ai Giochi olimpici, perché non proviamo a prendervi parte a modo nostro?".

La sorveglianza al Villaggio olimpico era vicina allo zero, soprattutto perché la Germania voleva dare di sé un’immagine diversa rispetto a quella hitleriana, testimoniata anche dal fatto che questo era il primo evento sportivo di rilievo che si svolgeva in quella terra, seguito due anni dopo dai Mondiali di calcio: infatti, la sorveglianza era affidata a dei volontari, si chiudeva un occhio per gli atleti che rincasavano tardi e tutto era molto informale, con una forte indulgenza anche per chi scavalcava le recinzioni e si immergeva goliardicamente nelle atmosfere delle Olimpiadi. Basti pensare che qualche giorno prima dei Giochi, la polizia tedesca aveva disperso i protestanti anarchici offrendo loro delle caramelle.

Verso le 4 del mattino del 5 settembre, il commando di terroristi si avvicinò alla recinzione del villaggio olimpico mentre rientrava un gruppo di atleti americani che avevano trascorso la notte nei locali di Monaco: credendo di trovarsi di fronte ad altri atleti, gli americani aiutarono i terroristi a scavalcare la recinzione con le borse contenenti le armi. Poi, ci fu l’irruzione nel palazzo che ospitava la squadra israeliana.

Alle 5:08 due fogli di carta furono gettati dal balcone della palazzina dove i terroristi s’erano asserragliati con gli ostaggi richiedendo la liberazione di 234 detenuti nelle carceri israeliane e di due terroristi tedeschi. Il primo ministro ebreo, Golda Meir, fu irremovibile nel non scendere a patti.

Le gare, che erano continuate per tutta la mattina, si fermarono nel pomeriggio e l’attenzione di tutti i media si concentrò sul villaggio. Cominciò così il braccio di ferro tra le forze dell’ordine e politiche con Settembre Nero andò avanti, con un raid della polizia che andò a vuoto (fu ripreso dalle telecamere e dato che anche i terroristi stavano guardando la tv se ne accorsero!) e con il coinvolgimento dell’Egitto per vie diplomatiche. I terroristi ottennero di essere caricati su due elicotteri con gli ostaggi, di farsi trasportare all'aeroporto di Fürstenfeldbruck e di volare in Egitto, da dove sarebbero potute continuare le trattative. Di sera, quando gli elicotteri atterrarono per permettere agli equipaggi di salire sull’aereo cominciò il conflitto a fuoco: gli ostaggi morirono tutti, degli otto terroristi se ne salvarono tre, che furono imprigionati, e il 29 ottobre rilasciati dopo un’altra trattativa dopo un dirottamento aereo a Zagabria della Lufthansa sulla linea Damasco-Francoforte. I tre palestinesi furono ricevuti da Gheddafi in Libia e celebrati come eroi. Poi, il Mossad, i servizi segreti di Israele, scrissero altre pagine. 

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