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2 settembre: quella volata di Gimondi che bruciò Merckx

Felice Gimondi alza le braccia al cielo il 2 settembre 1980 Felice Gimondi alza le braccia al cielo il 2 settembre 1980

Un campione autentico delle due ruote. Felice Gimondi (Sedrina, provincia di Bergamo, 1942) è colui che può essere descritto come un campione completo, capace di tenere sul passo, di vincere in salita, a cronometro e anche in volata. Non solo, è stato uno di sei corridori ad aver vinto i tre grandi giri: il Giro d’Italia (1967, 69 e 76), la Vuelta in Spagna (68) e il Tour de France (65), ma riuscì anche a conquistare un Campionato del mondo su strada il 2 settembre del 1973.

Nel 1973 il ciclista bergamasco ottenne il titolo mondiale su strada, in una gara epica, corsa sotto un caldo torrido, battendo ‘il Cannibale’ Eddie Merckx. La gara si svolgeva nel circuito del Montjuic, a Barcellona, 14,5 km da percorrere diciassette volte.All'undicesimo giro Merckx lanciò l'attacco, Gimondi gli rispose rintuzzando anche i ritorni degli spagnoli Ocaña e Perurena, del compagno di squadra Giovanni Battaglin, dell'olandese Zoetemelk e del belga Maertens. Al quindicesimo giro ‘il Cannibale’ allungò ulteriormente, mentre in scia resistevano Maertens, Gimondi e Ocaña, poi sul rettilineo finale, con un ultimo sprint, da epica ciclistica, Gimondi riuscì a superare sul filo di lana il veloce Maertens, impegnato a lanciare lo sprint a Merckx.

 

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