L’ariete potrebbe giocare uno spezzone di gara a Trieste: “Darò il massimo, ma non giudicatemi come il salvatore della patria”
Jefferson Andrade Siqueira non scende in campo dal 27 novembre, data della sfortunata trasferta di Trapani. Da allora all’ariete del Latina è capitato di tutto: la perdita del padre, i viaggi in Brasile per stare vicino alla famiglia, il ritorno ed la ripresa degli allenamenti, l’infortunio muscolare e lo stop prolungato. Il calvario a questo punto dovrebbe essere terminato. Domenica, temperature polari di Trieste permettendo, Jeff giocherà almeno uno spezzone di gara.
“NON CE LA FACCIO PIU’!” – Oggi si può dire che il peggio sia passato per l’attaccante nerazzurro: “Il dolore per il lutto rimane ma adesso voglio ricominciare e guardare avanti. Fisicamente sto bene ma è normale che il mio ritorno in campo dovrà avvenire gradualmente: la mia è una muscolatura particolare, certe forzature sarebbero controproducenti. Intanto vediamo quanti minuti riuscirò a giocare a Trieste, in un match che attendo con ansia: non ce la faccio più a stare fuori!”.
“NON SONO LA SOLUZIONE!”- Lo spuntato Latina ha bisogno della sua presenza in area di rigore, ma Jefferson preferisce chiarire: “Non posso essere io la soluzione a tutti i problemi: di sicuro farò il massimo, darò una mano ai compagni e loro la daranno a me. Con la forza del collettivo centreremo la salvezza, io ce la metterò tutta per arrivare a questo traguardo. Lo devo anche alla piazza e ai tifosi, che sono stati semplicemente devastanti con le loro dimostrazioni di affetto nei miei confronti”.