Marco Napoli interviene sulla polemica legata al pagamento della Siae e sulla decisione del club di non diffondere più il brano al Francioni
Ha scritto una lettera aperta rivolta ai tifosi e agli “appassionati dello spettacolo sportivo”. Marco Napoli ha deciso di rispondere alla notizia riportata giorni fa da “Latina Oggi” e relativa alla questione del pagamento delle tasse sul suo inno nerazzurro. Con un impegno: “Ogni volta che arriverà il resoconto SIAE devolverò la mia quota dei diritti maturati dalla “filodiffusione” allo stadio ad un’ Associazione benefica indicata direttamente da voi tifosi”
LA LETTERA - Gentili tifosi, un importante quotidiano della nostra città, la settimana scorsa, ha tirato in ballo il mio nome come autore/compositore del brano “Forza Latina”, in un articolo relativo alla richiesta da parte della S.I.A.E. dei diritti d’autore nei confronti della società calcistica. Con questa lettera cercherò di spiegare, in qualità di professionista del settore, gli accadimenti relativi alla questione con l’intento di diffondere il mio intervento ai club dei tifosi e alle testate giornalistiche. Dal 1996 sono iscritto, come compositore e autore, alla SIAE che, attualmente, in Italia è l’unica Società preposta alla tutela dei diritti d’autore, cosi come stabilito dalla legge: il deposito (la registrazione, la catalogazione) di un brano in SIAE, quindi, è un diritto fondamentale da esercitare per noi autori non solo per stabilire la paternità di un brano ma anche per tutelarsi da eventuali plagi. Dal momento del deposito, la SIAE, automaticamente, agisce secondo la legge, per nome e per conto degli autori cercando di tutelarne i diritti in tutto il mondo (come mi è capitato in Brasile, Bulgaria, Messico ecc..ecc..). Il pagamento dei diritti d’autore diventa una sorta di “imposta dovuta” : pensate al datore di lavoro che, di comune accordo con l’operaio, decide di non versare i contributi, all’INPS poco importa degli accordi, i contributi devono essere comunque pagati; per la SIAE funziona più o meno allo stesso modo. Ma la questione del nostro inno è un po’ diversa: lo stadio “Francioni” per diffondere musica (non necessariamente l’inno) è sottoposto come anche i grandi negozi o i grandi magazzini che mandano musica in sottofondo, alla tassa sulla “filodiffusione” quindi una tassa da versare alla SIAE per la riproduzione sonora. Fino al 2009 questa tassa andava nel cosiddetto “calderone Siae” ossia “nelle tasche della SIAE e dei Soci SIAE”, ma dal 2009, nello specifico per gli stadi di calcio, è soggetta a ripartizione “analitica”. Cosa significa? Dopo precisa istanza da parte di compositori di inni famosi (Venditti per la Roma, Tony Malco per la Lazio, Belli per la Juve e i compositori di Milan, Inter ecc..ecc..) si è chiesto ed ottenuto di indicare quali sono effettivamente i brani mandati in filodiffusione compilando il “borderò” ossia il programma musicale. Facendo un rapido calcolo, la tassa richiesta dalla Siae per il “Francioni” è di circa 60 euro a partita, tassa richiesta non a brano e non per mandare “FORZA LATINA” ma per trasmettere qualunque tipo di musica, anche 20/30 brani (Zucchero, Deep Purple, Rino Gaetano, Battisti ecc…ecc..). Di questi 60 euro (il prezzo di tre biglietti in tribuna) solo il 60/70 % (circa 38 euro) viene ripartito tra gli autori di tutti i brani trasmessi. Per assurdo, se oltre a “FORZA LATINA”, vengono diffusi altri dieci brani (di Battisti, PFM, Dalla ecc..ecc.) la quota che mi spetterebbe come autore sarebbe di 3,80 euro (38 diviso 10). Come vedete stiamo parlando di cifre “irrisorie”, sia per me che per una Società professionistica che vanta la vecchia serie C1. Il brano diffuso è solo “FORZA LATINA”? Bene, siamo tre autori, stiamo parlando di circa 12 euro a testa a partita, nel preciso istante in cui io, personalmente, vengo allo stadio ne spendo 15 per entrare in gradinata…. immaginate voi il grande guadagno!! La Società si è rifiutata, quindi, di trasmettere musica in generale a discapito del nostro inno “FORZA LATINA” visto che ha scoperto che esiste una tassa sulla “filodiffusione”. In sostanza, se la Società vuole diffondere musica dagli altoparlanti del “Francioni” (amplificazione per altro di basso livello rispetto ad una categoria calcistica che richiederebbe ben altra impiantistica), è soggetta al pagamento della Tassa (indipendentemente se manda o no l’inno). Si apprende sul giornale che << La Società non ha gradito>> non ha gradito cosa?!? Di pagare una tassa?!?! Mica i cittadini che pagano l’ICI, il Bollo auto, IVA sugli acquisti, gradiscono o sono contenti di pagare! Ma la verità è che una società professionistica si rifiuta di trasmettere musica. Trovo questo veramente assurdo ed anacronistico: pensate all’Olimpico prima o dopo le partite della Roma, della Lazio o allo “Juventus stadium” prima di ogni match quando i tifosi intonano all’unisono “juve, storia di un grande amore”, siamo all’apice dell’identificazione di una comunità, al punto di climax, alla realizzazione della propria identità sportiva e sociale-culturale. Non mandare un inno potrebbe rappresentare la privazione dei sentimenti o semplicemente una noia mortale. Pensate allo spirito di festa che può indurre la musica, alla funzione preparatoria dello spettacolo calcistico, le squadre professionistiche lo sanno bene, la musica è un servizio che si offre allo spettatore, può rappresentare l’anello di congiunzione tra lo spettatore e la Società: l’altra sera in tv, durante la semifinale di Coppa Italia MILAN-JUVENTUS, la musica accompagnava il defluire delle persone; non solo, poche settimane fa ho assistito ad una partita di Serie D (stiamo parlando di dilettanti), anche lì si diffondeva musica, sia prima sia nell’intervallo che dopo la partita. Rimango perplesso del fatto che gli esperti della comunicazione, che dovrebbero essere presenti in ogni società professionistica, non ne tengano conto. Un vero e proprio disservizio! Gentile Società, non venitemi a dire che la musica non è importante nel calcio e che si riduce tutto a una mera questione di compravendita più o meno azzeccata di calciatori, ma offrite soprattutto uno spettacolo domenicale. La musica ha ricoperto un ruolo fondamentale e primario anche in occasioni più serie del calcio, ma che come il calcio fondano le radici sulla rappresentazione e sull’identificazione di una comunità sotto una bandiera, sotto un ideale e fine comune. E’ stato così in ogni epoca: le rivoluzioni, le battaglie, i vari inni dei corpi militari, le canzoni usate in musicoterapia come risveglio dal coma o che veicolano messaggi a scopo benefico, pensate a “SI PUO’DARE DI PIU’” per la nazionale cantanti, diventa un messaggio di solidarietà verso chi sta peggio di noi oppure il tremito che induce l’ “INNO DI MAMELI”. Pensate che, anche l’esecuzione bandistica dell’inno d’Italia, comporta il pagamento della S.I.A.E. per i diritti connessi allo sfruttamento dello spartito (visto che i diritti d’autore decadono dopo 70 anni dalla morte dell’avente diritto). Vogliamo privarci di tutto questo?!?!. Pensavate che la storica promozione in C1, la suoneria presente nei telefonini di tantissimi tifosi, le dirette televisive, 10.000 visite su youtube non avrebbero fatto emergere il nostro “INNO” e la filodiffusione in un ambiente pubblico quale è lo Stadio non avrebbe avviato azioni di controllo da parte delle autorità competenti?!?!?. Se la Società fosse stata in regola non sarebbe cambiato nulla in termini economici. Gentili tifosi, come avete visto, di poca cosa si tratta. Io ho sempre manifestato disponibilità e continuerò a farlo, cantando, per amore e per passione, ogni volta che mi verrà richiesto con lo stesso spirito di quando, nel 2005, per promesse non mantenute della dirigenza di allora, ho prodotto, autofinanziandomi, 1000 cd che ho regalato a tutti voi (sapete? In quell’occasione ho dovuto pagarmi da solo i diritti S.I.A.E., è un imposta dovuta anche nei miei confronti). Da qui la mia proposta: l’inno è, e deve continuare ad essere vostro, quindi, ogni volta che arriva il resoconto SIAE (ogni semestre relativo ai semestri dell’anno precedente) devolverò la mia quota parte dei diritti maturati dalla “filodiffusione” allo stadio ad un’ Associazione benefica indicata direttamente da voi tifosi… Ora, rimanendo in termini calcistici, Gentile Società la palla passa a Voi. Cordialmente. Marco Napoli
Commenti
RSS feed dei commenti di questo post.